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That's Poker MAG - Numero Zero

Marco Brambilla


Published on November 30, 2014

raccontando S toria GiUSta ? L a S tai “S tai raccontando la Storia giuSta ?” ualche anno fa questa domanda di Howard Lederer andava per la maggiore, poichè rendeva comprensibile a tutti una qualità indispensabile del giocatore vincente: quella di costruire una bella storia da raccontare agli avversari, una storia che risulti credibile sia essa nta (in bluf) o vera (per valore). L’argomentazione è valida ancora oggi, ma ciò che in pochi hanno capito è che tale dinamica riguarda per molti versi anche chi scrive - e a maggior ragione chi scrive di poker: giornalisti, blogger, media vari. Se il giocatore deve essere in grado di capire che avversari si trova di fronte e adattare di conseguenza le “storie”, chi scrive di poker deve sempre interrogarsi sul suo pubblico, sul se/come/quanto sia cambiato e quindi cercare di adattarsi, così da risultare ancora credibile e rimanere un punto di riferimento per i lettori. In sintesi: il poker non ha smesso di interessare ed afascinare, è il modo di raccontarlo a dover cambiare! Con Marco Brambilla e tutto il gruppo “That’s Poker” ce la ripetevamo da tempo, questa convinzione. Così, creare un nuovo prodotto editoriale – nonostante la prolungata crisi del settore – diventa la logica conseguenza di un’idea forte , oltre che una sda . Per anni, i media del poker hanno vissuto con il mantra dell’ efetto-Moneymaker come paradigma unico ed immutabile. “ Guarda quanto ha vinto Tizio, puoi farlo anche tu! ” il postulato generale, “iscriviti alla room X, deposita etc etc etc” i vari corollari a cascata. Il meccanismo che alimenta il sistema- poker rimane sempre il medesimo ma, come si accennava prima, è il pubblico ad essere sostanzialmente cambiato e di conseguenza anche l’approccio dei media deve adeguarsi. Una volta c’era da popolare una nicchia, oggi quella nicchia è un microcosmo adulto, con equilibri ben deniti e una percentuale sempre crescente di “utenza consapevole ”, denizione in cui si possono includere tutti quelli che hanno già vissuto il momento della fascinazione da poker, scegliendo in seguito di mantenerlo nelle proprie abitudini. Fra questi, naturalmente, ci sono anche i poker pro, i semi-pro, i grinder e tutti quelli che in qualche modo, grazie al poker, ci pagano “dalle bollette in su”. La domanda “ perchè creare un nuovo magazine? ” trova dunque la sua risposta: il pokerista oggi va inquadrato nelle sue mutate esigenze. L’Editoriale Q