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October 28, 2014  |  By  | 


lunedì pagina27 ottobre 2014 Quasi all’una di notte di sabato, tornato da una bella festa tra amici cari, dopo aver visto a casa loro la Roma impattare non senza difficoltà a Marassi con la coriacea Samp di Sinisa Mihajlovic, ho twittato: “Pensate un po'. Se il Napoli facesse filotto nelle prossime tre partite potrebbe raggiungere la Roma. Ma que- sto Napoli ha la forza di farlo?” E’ il caso di ricordare che erano trascor- se appena 48 ore dalla deprimente partita di Berna con lo Young Boys. Invero i limiti numerici di parole, estremamente ristretti di Twitter, non consentono di essere sempre precisi, perciò “raggiunge- re” va inteso in senso ampio, cioè di “avvicinare”, per meglio dire. Perché nel caso di filotto, il Napoli al massimo potrebbe mettersi a 2 punti dalla Lupa capitolina, non volendo credere in un suo passo falso mercoledì sera col Cesena in casa, vera roccaforte romani- sta, in campionato almeno (tutte vittorie finora, contrariamente alla Champions dove l’Olimpico è stato teatro attonito della calata dei barbari germanici che hanno fatto strame di Totti e compagni). Ma già avvicinare la Roma, dopo tutte le lodi da più parti – me compreso – spese per la squadra giallorossa che continuo a ritenere la più seria candidata quest’anno allo scudetto, salvo cali di autostima cla- morosi che lo squarcio creato dal Bayern può aver generato, e dopo l’avvio assai incerto ed altalenante di stagione del Napoli, sarebbe risultato pressoché cla- moroso al giro di boa del quarto di cam- pionato, con ancora quasi 3/4 di partite da giocare, praticamente un’eternità. Certo, se il Napoli fermasse la Roma, la Juve con ogni probabilità potrebbe appro- fittare per scappare di nuovo, come ha fatto negli ultimi 3 anni senza mai farsi riprendere. Confido però che quest’anno la caval- cata juventina sia più irta di ostacoli e che ci sia tempo per riprendere i bianconeri, almeno da parte della Roma, non consi- derando il Napoli attrezzato per lo scudet- to, salvo miracoli di una quadratura del cerchio improvviso e la magnifica mac- china da guerra vista ieri sera al San Paolo diventi magicamente lo standard di gioco della squadra di Benitez. Ma questi sono sogni azzurri da tifoso, perché più realisticamente il Napoli si è prepotentemente rilanciato nella corsa per il terzo posto che la vede lottare in questo momento più con Milan e Lazio che Inter e Fiorentina, le rivali – battute – dell’an- no scorso, considerando solo momentanei exploit le belle performance di doriani e friulani. Il Napoli visto contro il Verona è stato allo stesso tempo convincente, entusia- smante, scoraggiante, irritante. Tutto que- sto insieme. Convincente per la ritrovata cifra di gioco smarrita dalla passata stagione. Si è finalmente visto un Napoli che stringe alla gola gli avversari, che non ci sta a perdere, che fa forcing mantenendosi compatto tra i reparti, che mostra un vor- ticoso tourbillon dei suoi interpreti d’at- tacco, che non fa più uno stanco tiki-taka ma un giro-palla veloce e spesso vertica- le che libera l’uomo al tiro. Numeri impressionanti: oltre il 70% di possesso palla, più di 12 calci d’angolo focus non è mai tro

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