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November 3, 2014  |  By  | 


lunedì pagina3 novembre 2014 Avevo twittato, dopo aver visto Samp- Roma: “Pensate un po'. Se il Napoli faces- se filotto nelle prossime tre partite potreb- be raggiungere la Roma. Ma questo Napoli ha la forza di farlo?” Il Napoli ha subito, il giorno dopo, asfal- tato il Verona con punteggio tennistico, per poi tornare da Bergamo con rimpianti alti quanto un grattacielo e 7 punti di distacco dalla Roma, facile vincitrice con il piccolo Cesena. Pareggio che bruciava sulla pelle, tanto che titolai il mio editoriale “Così fa male!” e scrissi: “Stasera Rafa, che ha pescato l'anno scorso a piene mani nella Casa Blanca delle merengues, è stato tradito proprio dai “blancos” Albiol, Calletì e Higuain. Incredibile ma vero. Gli uomini di maggior esperienza internazionale, quelli che dovrebbero garantire il salto di qualità, stasera hanno frenato con i loro errori la corsa del Napoli. Per una volta, Rafa non c'entra molto. La verità è che certi treni non passano due volte, e la sen- sazione che ne ricaviamo è che l'annata con i due rocamboleschi pareggi lombar- di (Inter e Atalanta) abbia fatto girare la stagione in maniera non troppo positiva. Ora solo il San Paolo ruggente può aiuta- re a modificare la tendenza, con una gara della svolta, stavolta in positivo. Battere la Roma si può, considerando che i giallo- rossi un pezzettino del loro cervello ce l'a- vranno a Monaco di Baviera, dove andranno terrorizzati dopo lo choc subito. Bisogna approfittarne, anche se è vero che hanno recuperato morale dopo l'insperata sconfitta della Juve che proprio Allegri non è. Non so se si vince con la Roma, posso solo augurarmelo. So però che è possibile”. Sì, era possibile, è stato possibile. Ed i “blancos” si sono riscattati. Non tanto Albiol, autore di una buona gara ma che nel primo tempo con un errore marchiano di disimpegno stava mandando in porta Gervinho, quanto i terribili Higuain - cin- que gol nelle ultime tre partite nonostante l’errore di Bergamo dal dischetto, un gol in acrobazia subito ed un assist al bacio (il terzo) al compagno Callejon - e Calletì - che dopo una traversa ed uno “scavetto” troppo debole salvato sulla linea, ha tim- brato da par sua, con un taglio da grande attaccante, l’ottava rete in dieci gare, sem- pre più capocannoniere - hanno suggella- to una grande vittoria. Una delle più belle partite dell’intera gestione Benitez, la migliore dell’anno di sicuro, sia per la qualità ed il nome del- l’avversario sia per come è venuta la vit- toria, fin troppo striminzita nel punteggio, generoso con i romani: ben 9 palle gol a zero (solo due straccetti di tiro di Florenzi per la Lupa), tra cui due clamorose traver- se, un paio di parate importanti di De Sanctis ed un salvataggio sulla linea, a rimarcare la netta superiorità del Napoli, che ha letteralmente schiantato la Roma. Vista dal punto di vista degli avversari, questa sconfitta ha dato un’altra piccona- ta alla loro autostima, già vacillante dopo lo scoppolone col Bayern (e chissà cosa accadrà a Monaco). Il presuntuoso Garcia, che prima della sfida coi tedeschi parlava manco avesse tra le mani il Real Madrid, ora si lecca le ferite, e non sa cosa rispondere, se è un problema di testa o di gambe; certo che la Roma vista la San Paolo è parsa molto giù atleticamente e con due terzini inadegua- ti. Come il confronto Robben-Cole fu il mis- match di Coppa, al San Paolo quello Insigne-Torosidis è stato il mis-match decisivo, con Lorenzino che ha offerto un Optalidon negli spogliatoi allo stralunato avversario, tanto il mal di testa causato. Ma tutto il Napoli è stato tonico, corto, organizzato, con un Koulibaly semplice- mente mostruoso svettare e dominare su ogni pallone partendo pure all’arrembag- gio con una velocità impressionante in contropiede. Avevo detto sin dal primo giorno che KK lo ritenevo più forte di Fernandez, da me mai amato e definito Ceppone per la sua legnosità, anche se nel gioco aereo non vale ancora l’argentino. Avevo invero anche sostenuto che Koulibaly però non poteva rappresentare il giocatore che subito poteva far fare il salto di qualità alla difesa azzurra, essen- do un giocatore ancora da sgrezzare e for- mare compiutamente, come si dimostrano gli errori nell’uno contro uno, i falli stupi- di a volte fatti per esuberanze, le amnesie nel gioco aereo. Avrei preferito subito un giocatore più rodato, magari da affiancarlo, visto che Albiol non mi convince proprio. Se però Kalidou è quello visto contro la Roma va dato atto che la crescita è stata impressio- nante e che non dobbiamo aspettare due anni per avere uno dei difensori più forti focus IL RISCATTO DE

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